Gruppo Amplexo / Installazione "Scatola nera"

Ita / Eng

 

L’Amplexo (André Dória, André Aquino, Eduardo Souza, Lais Castro, e Taciana Coimbra), si tratta di un gruppo di amici, artisti visivi, che si sono incontrati nel corso di Arti all’UFPE / Brasile e non hanno perso contatto dopo il completamento del corso. Nel 2006, ci sono articolati per la prima volta, per partecipare congiuntamente ad una mostra collettiva su iniziativa del Taciana Coimbra, l’idealizzatore del gruppo. La prima mostra si è tenuta nella città di Reggio Calabria / Italia, dal titolo ‘Amplexo-Sguardi Contemporanei’ con la partecipazione di 12 artisti provenienti da Recife. Nel 2008, ancora una volta hanno deciso di fare un nuovo lavoro insieme. Fu allora esposta nella Galleria Leucò a Reggio Calabria l'installazione 'Scatole nere’. Nel 2010 è stato presentato il primo progetto 'Scatole nere sul cubo bianco' nell’ IAC (Institute of Contemporary Art) e nella Galleria Capibaribe / UFPE - Recife / Brasile. Nel 2011 il gruppo è stato assegnato dal Ministero della Cultura / Governo federale, con una borsa di studio del programma Rete Nazionale di Arti Visive Funarte 8 ° Edizione, con lo scambio culturale tra le città di Recife e Porto Alegre in Brasile, così nel mese di luglio 2012 si è svolta la 3 ° edizione del progetto 'Scatole nere sul cubo bianco' nella galleria Virgílio Calegari, nella Casa de Cultura Mário Quintana a Porto Alegre/Brasile.

Blog http://grupoamplexo.blogspot.com

 

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Amplexo Group / Installation "Black box"

Ita / Eng

 

The Amplexus (André Dória, André Aquino, Eduardo Souza, Lais Castro, and Taciana Coimbra), it is a group of friends, visual artists, who met in the course of Arts UFPE / Brazil and have not lost contact after the completion of the course for about ten years. In 2006, articulated for the first time, to jointly participate in a group exhibition at the initiative of Taciana Coimbra, the creator of the group. The first exhibition was held in the city of Reggio Calabria / Italy, entitled ‘Amplexo-Sguardi Contemporanei’  with partecipation of 12 artists from Recife. In 2008, again decided to make a new work together. It was then that the installation 'Black Boxes', exhibited in the Gallery Leucò in Reggio Calabria. In 2010 it presents first project 'Black boxes on white cube' of IAC (Institute of Contemporary Art) and the Gallery Capibaribe / UFPE - Recife / Brazil. In 2011 the group was awarded by the Ministry of Culture / Federal Government with a grant from the Programme National Network Funarte Visual Arts 8th Edition, with cultural exchange between the cities of Recife and Porto Alegre in Brazil, so a July 2012 took place the 3rd edition of the project 'Black boxes on white cube' in the gallery Virgílio Calegari, Casa de Cultura Mário Quintana in Porto Alegre/Brazil .

Blog http://grupoamplexo.blogspot.com

 

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Text / Prof. arch. Dott. G. Paolo Manfredini
La contemporaneità dell’operazione <<scatola nera>>, proposta dal Gruppo Amplexo, sta anche nella attenzione sollecitata dall’imprevedibilità del “gioco”. Condotto con una leggerezza che è levità e insieme qualcosa di intrigante.
C’è poi la capziosa denominazione del gruppo brasiliano.
Forse, in lingua brasiliana, il termine amplexo, di etmologia latina, assume un significato che in italiano potrebbe essere quello più letterario di abbraccio, stretta, avvinghiamento, piuttosto che quello comune di accoppiamento sessuale, copula.
Resta il fatto che la componente percettiva, emotiva è presente nei lavori del gruppo e ne riceve un riflesso arcano, psicanaliticamente quasi erotico. Risulta, di conseguenza, un po’ destabilizzante l’effetto sull’osservatore.
La delicata eccezionalità delle mini e micro-produzioni sta nella capacità degli artisti di rinnovare in continuazione la loro ispirazione radicale e le loro sperimentazioni, con pudicizia e malia, lungimiranza estetico-ludica e immersioni nel profondo, avverso l’ipertrofia immaginativa e l’inquinamento massmediatico.
Evitando di sottostare al consueto bombardamento di colori, linee, forme, ridondanze dell’horror pleni (o vacui), …sembrerebbero quasi prendersi gioco di stati esperienziali e punti di vista convenzionali, allestendo minimali spazi poetici per l’intrattenimento dei visitatori che si trovano ad osservare la collezione.
Una collezione formata di microcosmi, archetipi delle mosse mentali attraverso le quali gli artisti vengono a patti col mondo e con le nostre eterne fragilità e limitatezze, che ci fanno soffrire ma che sono anche la nostra joie de vivre.